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Prima che arrivino le motoseghe: come monitorare il verde urbano in anticipo

Censimento arboreo, albo pretorio, PTLP e accesso civico: il manuale per sapere in anticipo quali alberi sono a rischio nel tuo Comune

La notizia dell’abbattimento arriva quasi sempre dopo. Il cantiere è già allestito, la transenna è già montata, l’albero è già segnato con la vernice. A quel punto il cittadino può ancora fare molto, ma si trova a rincorrere una decisione già presa e spesso già formalizzata da mesi. Questo manuale serve a spostarsi prima: a capire dove vivono, nei documenti pubblici, le informazioni sugli alberi a rischio, e come ottenerle in anticipo rispetto a qualsiasi annuncio.

Non si tratta di sapere cosa è un Piano del Verde comunale, né di conoscere gli atti da richiedere quando l’abbattimento è già deciso. Quei temi sono già stati trattati su Eywa. Qui si lavora nello spazio temporale precedente: la sorveglianza ordinaria, sistematica, che trasforma il cittadino da spettatore indignato a interlocutore informato.

 

Il censimento arboreo: il registro che pochi conoscono

Il punto di partenza è il censimento arboreo comunale, uno strumento tecnico distinto dal Piano del Verde e spesso ignorato nel dibattito pubblico. Il Piano del Verde è un documento strategico di programmazione; il censimento arboreo è un registro operativo. Nei sistemi più evoluti contiene i dati delle alberature pubbliche censite, georeferenziate con coordinate e identificate da un codice univoco (ID alberatura).

Nei Comuni più strutturati, e in quelli dove la pressione civica ha prodotto risultati concreti, accanto ai dati di identificazione possono essere presenti indicatori fitostatici: classe di propensione al cedimento secondo la metodologia VTA (Visual Tree Assessment) o equivalente, data dell’ultima perizia fitostatica, valutazioni di rischio secondo le metodologie adottate dall’ente, note di intervento programmato: potatura straordinaria, monitoraggio accelerato, abbattimento previsto. Sono questi ultimi campi, quando presenti, a fare la differenza: è lì che l’informazione sull’albero a rischio compare mesi prima di qualunque annuncio pubblico.

Non tutti i Comuni hanno un censimento digitale aggiornato. Ma il cittadino ha strumenti precisi per ottenerlo o verificarne l’esistenza. La via è l’accesso civico generalizzato previsto dal D.Lgs. 33/2013, art. 5, comma 2: uno strumento che non richiede motivazione e che si applica ai dati, documenti e informazioni già detenuti dalla pubblica amministrazione, salvo i limiti e le esclusioni previsti dall’art. 5-bis (privacy, sicurezza, interessi economici e commerciali, segreti). Va tenuto presente che l’accesso civico non obbliga il Comune a produrre nuovi elaborati o dataset: riguarda ciò che l’ente già possiede. La richiesta va indirizzata all’ufficio Verde Pubblico o all’ufficio competente per il patrimonio arboreo, con oggetto esplicito: «Accesso civico generalizzato ex art. 5 co. 2 D.Lgs. 33/2013 — Censimento arboreo comunale». I campi tecnici da richiedere espressamente sono: ID alberatura, specie, localizzazione georeferenziata, classe di rischio, data ultima perizia VTA o equivalente, note di intervento programmato o monitoraggio. Se il Comune risponde che il censimento non esiste in forma strutturata, quella risposta è già una informazione utile: documenta una lacuna amministrativa su cui vale la pena insistere, anche in forma pubblica.

 

La programmazione annuale degli interventi: il cronoprogramma che non viene pubblicizzato

Molti Comuni gestiscono il verde tramite appalti esterni, altri mantengono una gestione diretta o mista. Nel caso degli appalti, i contratti, spesso pluriennali, possono includere un cronoprogramma degli interventi: potature ordinarie, abbattimenti programmati per fine vita o rischio fitostatico, sostituzioni, manutenzioni straordinarie. Questo cronoprogramma può essere contenuto negli allegati tecnici, nel capitolato, nel piano di manutenzione o nella documentazione esecutiva collegata all’appalto: è un documento pubblico e come tale accessibile.

Il punto è sapere dove cercarlo. Il primo passaggio è identificare il contratto attivo: il Comune pubblica gli atti di gara e i contratti nella sezione «Amministrazione trasparente / Bandi di gara e contratti» del proprio sito istituzionale, o nel profilo del committente dedicato agli appalti. Cercando «manutenzione verde pubblico» o «gestione patrimonio arboreo» in quella sezione, si trova l’aggiudicazione più recente con il nome della ditta e il numero di contratto. Da lì si può richiedere, sempre con accesso civico generalizzato, il testo integrale del contratto e gli allegati tecnici, tra cui il piano degli interventi. All’interno di questi documenti si cercano, ove previsti, gli elenchi di abbattimenti programmati per tipologia di intervento, i codici alberatura corrispondenti e le finestre temporali per ciascuna categoria di lavoro.

Questo passaggio richiede qualche ora di lavoro, ma produce una mappa delle intenzioni dell’amministrazione con settimane o mesi di anticipo rispetto a qualsiasi annuncio pubblico.

 

L’albo pretorio online come sistema di allerta precoce

L’Albo Pretorio online è il canale ordinario di pubblicazione legale degli atti comunali soggetti a pubblicazione obbligatoria: determinazioni dirigenziali, ordinanze e altri provvedimenti quando la normativa o l’ente ne prevedono la pubblicazione. È, di fatto, il luogo dove le decisioni diventano formalmente esistenti prima di diventare cantieri.

Il punto di ingresso pratico è la funzione di ricerca testuale dell’Albo Pretorio comunale. Le parole chiave da monitorare sistematicamente sono: «abbattimento», «rimozione alberatura», «taglio alberatura», «verde pubblico manutenzione straordinaria», «ordinanza sicurezza alberi», «nulla osta taglio». Una ricerca settimanale con questi termini permette di intercettare le determine dirigenziali che autorizzano interventi sul patrimonio arboreo prima che i mezzi si presentino in strada. Le ordinanze di rimozione urgente per motivi di sicurezza pubblica sono particolarmente rilevanti: vengono emesse in tempi brevi e danno luogo a cantieri altrettanto rapidi, spesso senza comunicazione preventiva ai residenti. Trovarle sull’Albo Pretorio il giorno stesso della pubblicazione è l’unico modo per intervenire in tempo utile.

Quando il portale lo consente, è possibile attivare notifiche automatiche per nuove pubblicazioni: è la funzione da cercare per prima.

 

Il piano triennale delle opere pubbliche e la pubblicità legale degli appalti

Un segmento significativo degli abbattimenti non avviene nell’ambito di interventi sul verde, ma in seguito a lavori stradali, infrastrutturali o di riqualificazione urbana. Questi abbattimenti passano quasi sempre sotto il radar del cittadino attento al verde, perché non compaiono nella programmazione arborea ma in quella delle opere pubbliche.

Le amministrazioni inseriscono nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici (PTLP) i lavori di importo stimato pari o superiore a 150.000 euro, elencandoli con localizzazione, importo e tipologia per i tre anni successivi. Incrociare questo programma con la mappa del censimento arboreo, anche senza strumenti GIS professionali, è possibile: la localizzazione delle opere è espressa in indirizzi o tratti stradali, e la mappa arborea comunale, quando disponibile in formato OpenData, può essere consultata su portali come il Geoportale comunale o su OpenStreetMap con layer dedicati. Per i lavori sotto soglia, che non compaiono nel programma triennale, il monitoraggio dell’Albo Pretorio e della BDNCP resta il canale principale.

Il secondo strumento è il sistema ANAC per la pubblicità legale degli appalti. Con il D.Lgs. 36/2023 (nuovo Codice dei contratti pubblici), il riferimento primario è oggi la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) e la Piattaforma di pubblicità legale ANAC, accessibile su pubblicitalegale.anticorruzione.it. Il SIMOG resta uno strumento di consultazione storica ancora operativo, ma per i dati aggiornati sulle gare in corso la BDNCP è il canale da privilegiare. Una ricerca periodica per stazione appaltante, filtrando per categorie come «lavori stradali», «riqualificazione urbana» o «opere del verde», consente di individuare cantieri programmati con largo anticipo.

 

Le autorizzazioni paesaggistiche: la tutela che esiste ma va verificata

Per le alberature collocate in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, o interessate da specifiche forme di tutela, la disciplina può essere più stringente. Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004) tutela, tra l’altro, le aree boscate e gli alberi che ricadono in perimetri vincolati ai sensi degli artt. 136 e 142. Una forma di tutela specifica riguarda gli alberi monumentali: l’art. 7 della Legge 10/2013 (poi esteso dal D.Lgs. 34/2018 ai boschi vetusti) ha istituito l’elenco nazionale degli alberi monumentali d’Italia, gestito dal MASAF sulla base dei censimenti comunali. Per le alberature iscritte all’elenco la tutela è concreta: il Ministero esprime parere obbligatorio e vincolante sulle autorizzazioni di abbattimento o sulle modifiche della chioma e dell’apparato radicale, e le sanzioni per la trasgressione vanno da 5.000 a 100.000 euro. Anche le alberature che potrebbero figurarvi, su segnalazione del cittadino al proprio Comune, beneficiano di una procedura amministrativa più tracciabile. Quando invece l’alberatura ricade in area sottoposta a vincolo paesaggistico più generale, l’abbattimento può richiedere autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 146 D.Lgs. 42/2004, rilasciata dall’amministrazione competente (Comune, Regione o ente delegato), con il coinvolgimento della Soprintendenza nei casi previsti, oppure può rientrare tra gli interventi esclusi o sottoposti a procedura semplificata dal DPR 31/2017. Per questo la verifica va fatta caso per caso.

Verificare se un’alberatura è soggetta a tutela paesaggistica è possibile consultando il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e le relative cartografie di vincolo, accessibili sui geoportali regionali. Se un albero ricade in area vincolata, l’abbattimento può generare una procedura amministrativa tracciabile: un ulteriore punto di monitoraggio per il cittadino, salvo i casi di esclusione o semplificazione previsti dalla normativa.

Vale la pena dirlo chiaramente: la Legge 10/2013 «Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani», oltre alla tutela degli alberi monumentali, richiama principi di tutela, incremento e rendicontazione del verde urbano, da leggere insieme ai regolamenti comunali, alle norme regionali e ai capitolati di appalto. Non è una legge immediatamente coercitiva su ogni singolo abbattimento, ma è una base normativa a cui fare riferimento esplicito nelle richieste di accesso agli atti.

 

Il SUAP e lo Sportello Unico Edilizia: quando è un privato a chiedere il taglio

Non tutti gli abbattimenti di alberi su suolo o confine pubblico originano da decisioni comunali. Quando un privato richiede autorizzazione al taglio di alberature su area di sua pertinenza che ricade in zona tutelata, o che interferisce con un intervento edilizio su area confinante con suolo pubblico, la pratica transita per il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) o per lo Sportello Unico Edilizia (SUE). Gli atti di questi sportelli possono essere richiesti nei limiti dell’accesso civico generalizzato e delle esclusioni applicabili: le pratiche di privati contengono spesso dati personali o elaborati progettuali che possono restringere l’accesso. In alcuni casi può essere più adatto l’accesso documentale ex L. 241/1990, quando si può dimostrare un interesse diretto, concreto e attuale. Quando il portale comunale consente ricerche pubbliche per localizzazione o tipologia di intervento, questo può offrire un ulteriore canale di allerta precoce; negli altri casi resta la strada della richiesta mirata di accesso agli atti, con i limiti applicabili per dati personali, elaborati progettuali e interessi privati coinvolti.

 

Mettere insieme i pezzi

C’è un ultimo aspetto importante. Nessuno di questi strumenti funziona isolatamente: il loro valore sta nell’incrocio sistematico. Il censimento arboreo fornisce la mappa dei soggetti a rischio. Il cronoprogramma degli appalti e il Programma Triennale dei Lavori Pubblici forniscono la mappa delle intenzioni dell’amministrazione. L’Albo Pretorio e la piattaforma ANAC (BDNCP) forniscono gli atti formali nel momento in cui vengono adottati. Le autorizzazioni paesaggistiche e i procedimenti SUAP aggiungono i flussi privati.

Un cittadino, un comitato o un’associazione che monitora questi canali con cadenza settimanale dispone di un sistema di allerta precoce reale, costruito interamente su fonti istituzionali e documentazione pubblica. Non è un sistema infallibile: l’amministrazione può sempre agire in urgenza, e i tempi burocratici possono essere compressi in modi che anche il monitoraggio più attento non riesce ad anticipare. Ma è il sistema migliore disponibile, e in molti casi può fare la differenza, soprattutto quando gli interventi sono programmati e non emergenziali.

E qui sta il punto operativo. Il primo passo concreto costa quindici minuti: aprire il sito del proprio Comune, raggiungere la sezione Albo Pretorio, salvarne il link e, dove la funzione è disponibile, attivare le notifiche automatiche. Da lì, settimana dopo settimana, si possono aggiungere gli altri canali: Amministrazione trasparente per gli appalti, Geoportale regionale per i vincoli, BDNCP per le gare. Il monitoraggio del verde urbano non si costruisce in un giorno, ma inizia in un pomeriggio.

 

Approfondimenti Eywa

Per approfondire i passi successivi alla fase di monitoraggio, Eywa ha già pubblicato due manuali operativi complementari a questo: Come leggere il Piano del Verde comunale, dedicato alla valutazione della qualità della programmazione strategica arborea del proprio Comune, e Abbattimento alberi: atti, perizie e diritti del cittadino, dedicato a come muoversi una volta che la decisione di abbattere è già stata adottata.

Ulteriori riferimenti utili: Segnalare un problema al Comune: accesso agli atti e FOIA, Alberi in città a Genova: il protocollo dati che i Comuni devono seguire, Alberi e cantieri urbani: la tutela aggirata, Perché nelle città italiane tagliano gli alberi.

 

Bibliografia essenziale

D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33, «Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni», artt. 5 e 5-bis.

Legge 7 agosto 1990, n. 241, «Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi», artt. 22 e seguenti (accesso documentale).

Legge 14 gennaio 2013, n. 10, «Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani», con particolare riferimento all’art. 7 (alberi monumentali), come modificato dall’art. 16 D.Lgs. 34/2018.

D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, «Codice dei beni culturali e del paesaggio», artt. 136, 142 (beni paesaggistici) e 146 (autorizzazione paesaggistica).

DPR 13 febbraio 2017, n. 31, «Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata».

D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, «Codice dei contratti pubblici», con particolare riferimento agli artt. 27 (pubblicità legale) e 37 (programmazione).

Decreto interministeriale 23 ottobre 2014, «Istituzione dell’elenco degli alberi monumentali d’Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento» (attuativo dell’art. 7 L. 10/2013): elenco aggiornato e criteri su MASAF — Alberi monumentali d’Italia.

ANAC — Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) e Piattaforma di pubblicità legale: pubblicitalegale.anticorruzione.it.

ANAC — SIMOG (Sistema Informativo Monitoraggio Gare, riferimento storico/operativo): simog.anticorruzione.it.

ANAC — Delibera n. 1309 del 28 dicembre 2016 sull’accesso civico generalizzato (FOIA).

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile, 2017.

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Alice Salvatore
Alice Salvatore, è una politica “scollocata”, il concetto di scollocamento è un atto di volontaria autodeterminazione. Significa abbandonare un lavoro sicuro e redditizio, per seguire le proprie aspirazioni e rimanere coerente e fedele al proprio spirito. Alice Salvatore si è dunque scollocata, rinunciando a posti di prestigio, profumatamente remunerati, per non piegare il capo a logiche contrarie al suo senso etico e alla sua coerenza. Con spirito indomito, Alice continua a fare divulgazione responsabile, con un consistente bagaglio esperienziale nel campo della politica, dell’ambiente, della salute, della società e dell’urbanistica. La nostra società sta cambiando, e, o cambia nella direzione giusta o la cultura occidentale arriverà presto al TIME OUT. Alice è linguista, specializzata in inglese e francese, ha fatto un PhD in Letterature comparate Euro-americane, e macina politica ed etica come respira.
Alice Salvatore
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Alice Salvatore, è una politica “scollocata”, il concetto di scollocamento è un atto di volontaria autodeterminazione. Significa abbandonare un lavoro sicuro e redditizio, per seguire le proprie aspirazioni e rimanere coerente e fedele al proprio spirito. Alice Salvatore si è dunque scollocata, rinunciando a posti di prestigio, profumatamente remunerati, per non piegare il capo a logiche contrarie al suo senso etico e alla sua coerenza. Con spirito indomito, Alice continua a fare divulgazione responsabile, con un consistente bagaglio esperienziale nel campo della politica, dell’ambiente, della salute, della società e dell’urbanistica. La nostra società sta cambiando, e, o cambia nella direzione giusta o la cultura occidentale arriverà presto al TIME OUT. Alice è linguista, specializzata in inglese e francese, ha fatto un PhD in Letterature comparate Euro-americane, e macina politica ed etica come respira.
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