Immagine satellitare divisa a metà dello stesso tratto di bosco a Muhos, in Finlandia: a sinistra verde il 21 luglio 2025, a destra terra scoperta e strade di cantiere il 16 ottobre 2026
Dossier

Lo Stato ha venduto la foresta, Google l’ha tagliata, lo stop è arrivato dopo

Circa 400.000 alberi abbattuti in Finlandia per due data center di Google, prima che la valutazione d’impatto ambientale fosse conclusa, secondo le stime riportate dal Guardian. Google ha le sue responsabilità. Ma leggendo i documenti si scopre che non è sola: questa storia è più scomoda di quanto sembri.

Di Alessandro Trizio · Ottobre 28, 2026

Condividi Facebook X LinkedIn WhatsApp

A Muhos, nel nord della Finlandia, fino a marzo c’era un bosco. Oggi ci sono circa 330 ettari di terra scoperta e fango, a 400 metri dal fiume Oulujoki. Alcuni residenti raccontano al Guardian di acqua marrone che scende dal cantiere in un ruscello, e dal ruscello nel fiume. Il 24 agosto qualcuno lo segnala all’ufficio ambiente di Oulu, che passa la segnalazione all’autorità ambientale [fonte: The Guardian, 2026; LVV, atti del 6 e del 22 ottobre 2026].

Il secondo cantiere è a Otanmäki, vicino a Kajaani. Lì una donna, la cui famiglia vive in paese da generazioni, racconta che sono arrivati i lupi: secondo lei, perché gli animali hanno lasciato il bosco [fonte: The Guardian, 2026].

Questa storia è stata raccontata come quella di una multinazionale che rade al suolo una foresta. Lo è. Ma non è solo questo. Leggiamo i documenti.

Novembre 2024: lo Stato vende, e sa a cosa servirà

Il 28 novembre 2024 il governo finlandese autorizza l’ente statale delle foreste a vendere a Google circa 1.400 ettari a Muhos e a Kajaani, per oltre 27 milioni di euro. Il comunicato ufficiale dice a cosa servono: cloud e data center. Il primo ministro Petteri Orpo presenta l’operazione in conferenza stampa. La Finlandia, dice, è un paese sicuro per chi investe [fonte: Metsähallitus, comunicato, 2024; Yle, 2024].

Lo Stato lo sa. E sostiene l’investimento.

Lo stesso comunicato, però, mette in chiaro una cosa. Per usare quei terreni come previsto serviranno piani urbanistici e permessi. Google stessa scrive che la decisione d’investimento non è ancora presa, e che quello è «il primo passo di un lungo processo» [fonte: Metsähallitus, comunicato, 2024]. Vendere la terra non vuol dire autorizzare qualsiasi lavoro. È qui che la storia si rompe.

Quei terreni erano usati soprattutto per la silvicoltura commerciale, cioè come boschi gestiti per produrre legname. Ma attenzione: non sappiamo quanti alberi fossero già destinati al taglio, né quando. Dire «li avrebbero abbattuti comunque» significa affermare qualcosa che i documenti disponibili non dimostrano [fonte: Metsähallitus, comunicato, 2024].

Immagine satellitare di un’area boscosa a Muhos il 21 luglio 2025, con un tratteggio bianco che delimita la zona poi tagliata
Il bosco di Muhos il 21 luglio 2025, prima dei tagli. Il tratteggio segna l’area tagliata nel 2026, ricostruita da Eywa confrontando questa immagine con quella del 16 ottobre 2026: è indicativa, non è un rilievo. Contiene dati Copernicus Sentinel modificati (2025, 2026), elaborazione Eywa.

Gli enti locali, intanto, lavorano al progetto. Nell’agosto 2025 il comune di Muhos firma un accordo con la controllata finlandese di Google. La società verserà 26 milioni di euro quando il piano urbanistico sarà definitivo; il comune costruirà strade e rete idrica. L’accordo prevede anche una compensazione per tutelare circa 255 ettari di bosco, ma il comunicato non dice dove [fonte: Comune di Muhos, comunicato, 2025].

Google aveva i permessi? Aveva dei via libera

Arriviamo al punto. Prima, una spiegazione. In Finlandia, quando il bosco viene eliminato per sempre da un’area unica di oltre 200 ettari, la legge chiede una valutazione d’impatto ambientale. È la procedura in cui un progetto viene studiato, confrontato con le alternative e discusso in pubblico, prima di decidere. Per i due data center è partita nell’estate 2025. Non è ancora finita [fonte: legge 252/2017, allegato 1; LVV, atti del 6 ottobre 2026].

Il 3 marzo 2026 Google annuncia l’avvio dei tagli. Li chiama lavori preparatori e promette di donare il ricavato del legname a progetti locali [fonte: Kaleva, 2026]. Per tagliare presenta le comunicazioni previste dalla legge forestale al Centro forestale, l’ente pubblico che le riceve. Per Muhos, il Centro forestale non ha nulla da osservare [fonte: Comune di Muhos, comunicato, 2026; Comune di Kajaani, 2026]. Ma una comunicazione forestale non è un permesso: dichiara solo che si taglierà.

Alla fine, secondo la società, a Muhos vengono tagliati e preparati circa 330 ettari, a Kajaani poco meno di 200 [fonte: LVV, atti del 6 ottobre 2026]. I 330 ettari di Muhos sono circa 460 campi da calcio regolamentari.

Ad aprile Google chiede all’autorità ambientale se a Muhos la valutazione serva davvero. Secondo la stampa finlandese, sostiene che per i tagli non serva, perché non si recupera legname da vendere. A maggio l’autorità risponde che non c’è motivo di rinunciare alla valutazione [fonte: Helsingin Sanomat, ripreso da Kaleva, 2026; Yle, 2026].

Quel legname, intanto, arriva all’industria. Lo ricevono, tramite fornitori, i tre grandi gruppi forestali finlandesi: Metsä Group, UPM e Stora Enso. Stora Enso prima nega, poi ammette circa 5.000 metri cubi da Muhos [fonte: Metsä Group, comunicato, 2026; Helsingin Sanomat, ripreso da Kaleva, 2026; Yle, 2026].

Mettiamo in fila tre frasi sullo stesso legno. A marzo: il ricavato andrà a progetti locali. Ad aprile: non si recupera legname da vendere. A ottobre: il legname è negli stabilimenti. Se c’è un ricavato da donare, c’è legname venduto.

Poi ci sono i via libera. Il 18 maggio l’autorità ambientale scrive al comune di Muhos: nessun permesso per il progetto prima della valutazione. Il 5 giugno il comune scrive a Google che i lavori preparatori previsti dalla legge sulle costruzioni si possono fare, precisando che non è un permesso. Il 23 giugno conferma per iscritto che i lavori possono cominciare [fonte: LVV, atto su Muhos, 2026; Comune di Muhos, comunicato, 2026].

Ritaglio di una pagina in finlandese dell’atto dell’autorità ambientale del 6 ottobre 2026, con due passaggi evidenziati in verde
L’atto dell’autorità ambientale finlandese del 6 ottobre 2026 (LVV-U/37128/2026, pagina 3). Evidenziato in alto: per il parere del 18 maggio, nessun permesso per il progetto prima della valutazione. In basso: il 5 giugno il comune scrive alla società di Google che i lavori preparatori sono possibili, e l’atto precisa che quella presa di posizione non è un permesso. Evidenziazione Eywa.

Diciotto giorni, due uffici pubblici, due segnali opposti. Uno dice aspetta. L’altro dice si può cominciare.

A Kajaani succede qualcosa di simile: il comune prende atto dei lavori preparatori e non li vieta. Il suo responsabile edilizio dice di non aver subito pressioni e che Google ha rispettato le condizioni. Poi aggiunge: «L’unica cosa violata è che si è cominciato troppo presto» [fonte: Comune di Kajaani, 2026; Yle, 2026].

Google, quindi, aveva ricevuto indicazioni favorevoli per alcuni lavori preparatori. Ma non aveva completato la valutazione, e nessun comune le aveva rilasciato un permesso per realizzare il progetto.

Eppure, ancora il 27 ottobre, il sito di Google scrive che a Muhos i lavori procedono «nel pieno rispetto dei permessi ottenuti». Il comune dice di non averne rilasciato nessuno [fonte: Google, pagina del sito di Muhos, 2026; Comune di Muhos, comunicato, 2026]. La differenza fra un via libera e un permesso è uno dei punti su cui si gioca la difesa di Google.

Non solo alberi: il suolo, le strade, i fossi

L’autorità ambientale contesta proprio questo. Su centinaia di ettari non sono stati soltanto tagliati alberi. È stato tolto lo strato superficiale del suolo, il più fertile, sono state costruite strade, sono stati modificati i drenaggi [fonte: LVV, atto su Muhos, 2026].

Immagine satellitare del cantiere di Muhos il 16 ottobre 2026: una vasta area di terra scoperta in mezzo al bosco, con strade chiare e solchi paralleli
Il cantiere di Muhos il 16 ottobre 2026. Secondo l’autorità ambientale, oltre al taglio degli alberi sono stati tolti strati di suolo, costruite strade e modificati i drenaggi. Contiene dati Copernicus Sentinel modificati (2026), elaborazione Eywa.

Per l’autorità, questi lavori equivalgono nei fatti ad avviare il progetto. Non si annullano facilmente. E tolgono alla valutazione il suo scopo: decidere prima, scegliendo fra le alternative [fonte: LVV, atti del 6 ottobre 2026].

Il 6 ottobre l’autorità invita Google a fermare subito, e comunque entro il 23 ottobre, tagli, scavi, strade e fossi, finché la valutazione non sarà conclusa. È un invito: se non viene rispettato, può diventare un ordine con una sanzione [fonte: LVV, comunicato del 6 ottobre 2026].

A Muhos, il problema dell’acqua

A Muhos c’è anche un problema molto concreto: circa 9 chilometri di fossi nuovi. Quando la società li comunica, il 18 settembre, sono in gran parte già scavati. La comunicazione andava fatta almeno 60 giorni prima. L’autorità ora chiede un permesso specifico per quelle opere [fonte: LVV, atto del 22 ottobre 2026].

Sotto i fossi c’è una roccia ricca di zolfo, lo scisto nero. Se la si scava e la si drena, a contatto con l’aria può rendere l’acqua acida e liberare metalli tossici. Nei campioni forniti dalla stessa società ci sono già segni di acidificazione. E il rischio era scritto negli studi allegati al piano urbanistico [fonte: LVV, atto del 22 ottobre 2026].

Entro il 5 novembre Google deve presentare un piano per le acque, con controlli affidati a un soggetto indipendente [fonte: LVV, comunicato del 22 ottobre 2026].

Il fatto contrario va detto. Secondo la stessa autorità, gli effetti più forti restano vicino agli scarichi: il fiume è così grande che, una volta mescolata, l’acqua del cantiere pesa poco. Ma danni più a valle restano possibili [fonte: LVV, atto del 22 ottobre 2026]. Dirlo non è scetticismo, è rigore.

Il fiume Oulujoki a Muhos d’estate, largo e blu, con una riva erbosa in primo piano e il bosco sulla sponda opposta
Il fiume Oulujoki a Muhos. Foto di Estormiz, 2017, CC0 (Wikimedia Commons).

Le scuse di Google

Google si è scusata, sostiene di aver agito in buona fede e ha dichiarato di aver fermato i lavori preparatori. «Sono estremamente dispiaciuto che siamo in questa situazione», ha detto il 13 ottobre Antti Järvinen, capo di Google in Finlandia. Ripete che le autorità conoscevano i piani. Quando gli chiedono quali, non le nomina [fonte: Yle, 2026; TechTarget, 2026]. La società dice che riprenderà i lavori dopo la valutazione, all’inizio del 2027 [fonte: LVV, atto del 22 ottobre 2026].

Un ispettore edilizio di Muhos ha raccontato al quotidiano Helsingin Sanomat di aver subito pressioni dai legali di Google. Järvinen nega: a quella riunione, dice, non c’erano avvocati [fonte: Yle, 2026].

Il 22 ottobre l’autorità ambientale rende noto di aver chiesto alla polizia di indagare sul cantiere di Muhos. Lo stesso giorno la polizia dice di non aver ancora avviato nemmeno la verifica preliminare [fonte: LVV, comunicato del 22 ottobre 2026; Yle, 2026].

Il primo ministro Orpo ha definito il caso una «doccia fredda». Oltre 93.000 persone hanno firmato una petizione per regole più severe sui data center [fonte: The Guardian, 2026].

La domanda scomoda riguarda anche le istituzioni

Dal 3 marzo, quando Google annuncia i tagli, al 6 ottobre, quando arriva lo stop, passano sette mesi. I documenti spiegano perché così tanti.

Quattro immagini satellitari dello stesso punto di Muhos fra aprile e ottobre 2026: l’area scoperta nel bosco si allarga di data in data
Il cantiere di Muhos visto dal satellite il 21 aprile, il 30 luglio, il 27 agosto e il 16 ottobre 2026. Contiene dati Copernicus Sentinel modificati (2026), elaborazione Eywa.

Il Centro forestale riceve le comunicazioni dei tagli. Ma le passa all’autorità ambientale solo se nell’area ci sono specie protette, e qui, dice l’autorità, non ne risultavano [fonte: Yle, 2026]. Avvisare quando un taglio richiederebbe la valutazione non è un suo compito [fonte: Maaseudun Tulevaisuus, 2026].

L’autorità ambientale conosceva il progetto e, da aprile, la domanda per i lavori a Muhos. Dei tagli veri e propri dice di aver saputo solo a fine agosto: dall’ufficio ambiente di Oulu e in una riunione di cantiere, il 27 agosto [fonte: LVV, atto su Muhos, 2026; Yle, 2026].

Apre l’istruttoria il 18 settembre, il giorno dopo che l’associazione finlandese per la protezione della natura ha reso pubblico il sospetto di tagli illegali [fonte: Yle, 2026; Kaleva, 2026]. «Non siamo il 112», ha detto la dirigente dell’autorità Sari Myllyoja, annunciando una verifica sul proprio operato [fonte: Yle, 2026].

Un ufficio pubblico vedeva i tagli. Un altro doveva giudicarli. Fra i due non c’era un filo.

Lo riconosce anche il comune di Kajaani. La responsabilità di rispettare la legge è di chi realizza il progetto, scrive; ma le autorità devono orientare prima, e coordinare meglio i diversi procedimenti [fonte: Comune di Kajaani, 2026].

E a Vaala, il terzo sito di Google, la direttrice comunale dice che i tagli partiranno solo dopo la valutazione [fonte: Yle, 2026]. È un impegno, non ancora un fatto. Ma è la stessa società, nello stesso paese, con le stesse leggi.

Che per costruire un data center in un bosco si debbano tagliare alberi è ovvio. Quanti, dove, quando e con quali protezioni per l’acqua non lo è: è proprio ciò che la valutazione deve stabilire prima.

La società stessa scrive all’autorità che il punto di partenza della valutazione non è più quello iniziale. E aggiunge che, se si partisse dall’area già tagliata, gli effetti sembrerebbero minori [fonte: LVV, atto su Muhos, 2026]. La valutazione può ancora orientare le scelte future. Non può più prevenire quello che è già stato fatto.

Dove la prova si ferma

I 400.000 alberi sono la somma di due stime riportate dal Guardian: circa 250.000 a Muhos, stima del giornale, e circa 150.000 a Kajaani, stima di un’ecologa dell’associazione che ha sollevato il caso. Un inventario degli alberi non l’abbiamo trovato [fonte: The Guardian, 2026].

«Tagli illegali» è un’accusa, non un fatto accertato. Gli atti dell’autorità dicono che quei lavori dovevano aspettare la valutazione; un giudizio penale non c’è. Non accertato, però, non vuol dire in regola.

La richiesta di aprile e la risposta di maggio le conosciamo dalla stampa finlandese, che cita documenti dell’autorità: gli atti non li abbiamo letti. Le pressioni sull’ispettore di Muhos sono un’accusa smentita e non accertata. Ad agosto, secondo il quotidiano Kaleva, un tribunale amministrativo ha respinto una richiesta di sospendere i lavori a Muhos; la decisione non l’abbiamo letta [fonte: Kaleva, 2026].

Google dice di aver risparmiato le zone di maggior valore naturale. L’associazione ambientalista sostiene che quattro siti da conservare siano stati spianati. Negli atti consultati nessuna delle due cose risulta verificata [fonte: LVV, atto su Muhos, 2026; MTV Uutiset, 2026].

E in Italia

A metà ottobre l’amministratore delegato di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, ha detto che le richieste di connessione per data center in Italia superano i 100 GW, per quasi 600 progetti: molti più di quelli che si potranno realizzare davvero [fonte: Teleborsa, 2026]. Quelli che diventeranno cantieri avranno un terreno, un prima e un dopo.

La regola che la Finlandia ha fatto rispettare in ritardo è europea: la direttiva 2011/92/UE chiede di valutare i progetti con effetti significativi sull’ambiente prima di autorizzarli [fonte: Direttiva 2011/92/UE, 2011]. Soglie e procedure italiane sono diverse da quelle finlandesi. Ma la lezione di Muhos vale anche qui: quando i lavori preparatori sono abbastanza grandi, sono già il progetto.

Cosa si può chiedere, e dove

In Finlandia i documenti delle autorità sono di regola pubblici. Noi chiederemo all’autorità ambientale, all’indirizzo [email protected], la lettera di Google di aprile e la risposta di maggio. Pubblicheremo quello che arriverà.

In Italia chiunque può chiedere al proprio Comune i documenti che possiede, senza spiegare perché: si chiama accesso civico generalizzato (decreto legislativo 33/2013, articolo 5).

La richiesta da fare è una sola. I documenti già in mano al Comune sui progetti di data center presentati negli ultimi tre anni: le domande, gli atti della procedura ambientale, le eventuali comunicazioni per lavori preliminari. Si manda per PEC, o come indica il Comune. Nel manuale civico Eywa sui data center ci sono i modelli da cui partire.

C’è anche un gesto che non costa nulla. Chi sa dove dovrebbe sorgere un data center può fotografare oggi quel terreno, annotando data e luogo. È lo stato di partenza: quello che a Muhos non si può più fotografare.

Una foto non è un rilievo tecnico. E il Comune può rispondere tardi, anche se dopo 30 giorni il silenzio non è una risposta legittima. Nessuna delle due cose rimette in piedi un bosco. Servono a far esistere il prima, sulla carta, prima che arrivino le macchine.

Eywa dice…

Google deve rispondere delle proprie scelte. Le istituzioni devono spiegare indicazioni e controlli.

Le responsabilità non si dividono a metà. Tagliare prima che la valutazione fosse conclusa è stata una scelta di Google, che secondo la stampa finlandese era stata avvertita.

Ma lo Stato che a Google ha venduto quella foresta ha lasciato andare avanti i lavori per sette mesi. Un suo ufficio vedeva i tagli, un altro doveva giudicarli, e fra i due non c’era un filo. Un comune diceva si può cominciare, mentre l’autorità diceva aspetta.

A Muhos l’area tagliata arriva a 400 metri dal fiume. Il rapporto di valutazione è atteso per la fine dell’anno, quando la foresta è già a terra. La regola c’era. Lo stop è arrivato dopo gli alberi.

Chi vende terra pubblica per un data center può scriverlo nel contratto: niente tagli né scavi prima che la valutazione sia conclusa. E chi riceve le comunicazioni dei tagli può avere il compito di avvisare chi vigila. Sono due righe. Avrebbero tolto ogni dubbio su che cosa si poteva fare prima.

Data per data

  • 28 novembre 2024. Il governo autorizza la vendita dei terreni a Google [fonte: Metsähallitus, comunicato, 2024].
  • Estate 2025. Parte la valutazione d’impatto per i due data center [fonte: LVV, atti del 6 ottobre 2026].
  • Agosto 2025. Accordo fra il comune di Muhos e la controllata di Google [fonte: Comune di Muhos, comunicato, 2025].
  • 27 gennaio 2026. Comunicazione forestale per Muhos; il Centro forestale non ha osservazioni [fonte: Comune di Muhos, comunicato, 2026].
  • 3 marzo. Google annuncia i tagli [fonte: Kaleva, 2026].
  • 31 marzo. A Muhos, domanda di permesso per lavori sul paesaggio; il 20 aprile il comune chiede il parere dell’autorità ambientale [fonte: LVV, atto su Muhos, 2026].
  • Aprile e maggio. Google chiede all’autorità se la valutazione serve; l’autorità risponde di sì [fonte: Yle, 2026; Helsingin Sanomat, ripreso da Kaleva, 2026].
  • Maggio. A Kajaani, domanda di permesso edilizio: il 7 maggio secondo il comune, il 17 secondo l’autorità [fonte: Comune di Kajaani, 2026; LVV, atto su Kajaani, 2026].
  • 18 maggio. L’autorità al comune di Muhos: nessun permesso prima della valutazione [fonte: LVV, atto su Muhos, 2026].
  • 5 e 23 giugno. Muhos dice che i lavori preparatori si possono fare, poi conferma per iscritto che possono cominciare [fonte: Comune di Muhos, comunicato, 2026].
  • 24 agosto. Segnalazione sull’acqua torbida nel fiume [fonte: LVV, atto del 22 ottobre 2026].
  • 27 agosto. Riunione di cantiere a Muhos con l’autorità ambientale [fonte: Yle, 2026].
  • 9 settembre. Google annuncia 13 miliardi di euro di investimenti in Finlandia in due anni [fonte: Google, blog, 2026].
  • 17 e 18 settembre. L’associazione ambientalista rende pubblico il sospetto; l’autorità apre l’istruttoria [fonte: Kaleva, 2026; Yle, 2026].
  • 6 ottobre. L’autorità invita Google a sospendere i lavori entro il 23 ottobre [fonte: LVV, comunicato del 6 ottobre 2026].
  • 7 ottobre. Il tribunale amministrativo sospende l’attuazione del piano generale parziale di Otanmäki, a Kajaani [fonte: Comune di Kajaani, 2026].
  • 11, 13 e 14 ottobre. Google comunica la sospensione; Järvinen chiede scusa [fonte: LVV, atto del 22 ottobre 2026; Yle, 2026].
  • 22 ottobre. L’autorità chiede un piano per le acque entro il 5 novembre e rende nota la richiesta d’indagine alla polizia [fonte: LVV, comunicato del 22 ottobre 2026].
  • 27 ottobre. Macchine ancora al lavoro a Kajaani; per l’autorità, probabilmente piccoli interventi sulle acque piovane [fonte: Maaseudun Tulevaisuus, 2026].

Approfondimenti Eywa

Il manuale civico sui data center «Eywa, 2026: le richieste pronte per chiedere gli atti su un data center vicino a te.»

Data center a Londra: le compensazioni «Eywa, 2026: un altro paese, la stessa domanda su che cosa si ottiene in cambio di un data center.»

Gli alberi li difendiamo. La rete che li sostiene, sotto, no «Eywa, 2026: perché togliere il suolo, e non solo gli alberi, cambia un bosco.»

Fonti

Metsähallitus, comunicato del 28 novembre 2024. L’ente statale delle foreste: la vendita, la finalità dichiarata, la condizione dei piani e dei permessi.

Yle, 28 novembre 2024. La tv pubblica finlandese: la conferenza stampa di Orpo.

LVV, atto LVV-U/37128/2026 su Muhos, 6 ottobre 2026. L’autorità ambientale (Lupa- ja valvontavirasto): 571 e 330 ettari, le date di marzo, aprile, maggio, giugno e settembre, gli argomenti della società, il punto di partenza della valutazione, la motivazione dello stop.

LVV, atto LVV-U/22159/2026 su Kajaani, 6 ottobre 2026. I quasi 200 ettari, la riunione del 27 agosto, la relazione del controllo edilizio di Kajaani.

LVV, comunicato del 6 ottobre 2026. L’invito a sospendere entro il 23 ottobre e le possibili sanzioni.

LVV, atto del 22 ottobre 2026. La segnalazione del 24 agosto, i 8,9 chilometri di fossi, lo scisto nero, l’acidificazione, gli effetti sul fiume, la sospensione e la ripresa prevista nel 2027.

LVV, comunicato del 22 ottobre 2026. Il piano per le acque entro il 5 novembre e la richiesta d’indagine alla polizia.

Comune di Kajaani, 22 ottobre 2026, con la versione inglese tradotta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. La cronologia del comune e il riconoscimento sul coordinamento fra autorità.

Comune di Muhos, 16 ottobre 2026. La comunicazione forestale del 27 gennaio, i via libera di giugno, il «nessun permesso».

Comune di Muhos, 5 agosto 2025. L’accordo: 26 milioni versati dalla società, opere a carico del comune, tutela di circa 255 ettari.

Legge finlandese 252/2017, testo originale. Allegato 1, punto 2 f: la soglia dei 200 ettari.

Yle, 5 ottobre 2026. La soglia dei 200 ettari ricordata dalla ministra dell’Ambiente.

Google, pagina del sito di Muhos. Lavori «nel pieno rispetto dei permessi ottenuti».

Google, blog del 9 settembre 2026. I 13 miliardi in due anni.

Kaleva, marzo 2026. L’annuncio dei tagli e la promessa di donare il ricavato del legname.

Helsingin Sanomat, ripreso da Kaleva: la richiesta di aprile. La richiesta di Google e l’argomento del legname non venduto, citati da atti che non abbiamo letto.

Yle, 8 ottobre 2026. La ricostruzione mese per mese: la risposta di maggio dell’autorità e la riunione del 27 agosto.

Helsingin Sanomat, ripreso da Kaleva: il legname. Metsä Group e UPM fra gli acquirenti.

Metsä Group, comunicato del 16 ottobre 2026. I volumi ricevuti tramite un fornitore; è una dichiarazione aziendale.

Yle, 17 ottobre 2026. Stora Enso ammette i circa 5.000 metri cubi da Muhos dopo averlo negato.

Yle, 14 ottobre 2026. Le scuse di Järvinen, le autorità non nominate, l’accusa di pressioni e la smentita.

TechTarget, 7 ottobre 2026. La buona fede invocata da Google.

Yle, 16 ottobre 2026. Il responsabile edilizio di Kajaani e i tempi di Vaala.

Yle, 22 ottobre 2026. La polizia di Oulu: verifica preliminare non ancora avviata.

Yle, 23 ottobre 2026. L’autorità ambientale: quando ha saputo dei tagli, che cosa le passa il Centro forestale, «non siamo il 112».

Maaseudun Tulevaisuus, 27 ottobre 2026, ore 9.30. Il Centro forestale non ha il compito di segnalare la necessità della valutazione; letto il solo sommario.

Maaseudun Tulevaisuus, 27 ottobre 2026, ore 16. Le macchine a Kajaani e la spiegazione dell’autorità.

Kaleva, settembre 2026. Il sospetto di tagli illegali reso pubblico dall’associazione finlandese per la protezione della natura (Suomen luonnonsuojeluliitto).

Kaleva, 10 agosto 2026. La richiesta di sospensione respinta dal tribunale amministrativo; letto il solo sommario.

The Guardian, 22 ottobre 2026. Le stime dei 250.000 alberi (del giornale) e dei 150.000 (dell’ecologa), le testimonianze dei residenti, la «doccia fredda» di Orpo, la petizione con oltre 93.000 firme al 22 ottobre.

MTV Uutiset, fine settembre 2026. I quattro siti spianati secondo l’associazione; è la tesi di una parte.

Teleborsa, 14 ottobre 2026. Le richieste di connessione per data center in Italia secondo Terna.

Direttiva 2011/92/UE. L’obbligo europeo di valutare prima di autorizzare.