Il 25 febbraio 2026 oltre 400.000 firme sono arrivate al Parlamento contro la riforma della Legge 157/1992, quella che tutela la fauna selvatica in Italia. Il dibattito si è concentrato sulla caccia, sulla pesca e sulle specie protette. Giusto. Ma c’è un pezzo del problema che quasi sempre resta fuori dal dibattito pubblico, anche quando la legge viene difesa da mezzo milione di persone: ogni primavera, in tutta Italia, le squadre comunali di potatura eliminano nidi attivi di uccelli selvatici.
Lo fanno spesso senza che nessuno lo sappia, senza che nessuno li fermi e, in molti casi, senza che nessuno si faccia nemmeno la domanda giusta.
La domanda è questa: distruggere un nido attivo durante una potatura è solo cattiva gestione del verde urbano, oppure è una violazione della legge?
La risposta è semplice: la legge italiana vieta esplicitamente di distruggere i nidi degli uccelli selvatici.
Gli alberi urbani non sono arredo: sono habitat
Merli, passeri domestici, cince, fringuelli, tortore. Nelle città italiane nidificano decine di specie di passeriformi, e molte di loro hanno scelto proprio gli alberi delle strade, dei parchi e dei viali come sito riproduttivo. Non per mancanza di alternative: semplicemente perché quegli alberi offrono rami fitti, cavità nei tronchi, riparo dal vento e dai predatori.

La stagione di nidificazione inizia tra marzo e aprile e può prolungarsi fino a luglio. I nidi vengono costruiti in pochi giorni, le covate si succedono, gli adulti li difendono. Dal cestello (la piattaforma elevatrice a braccio articolato usata dalle squadre di manutenzione per raggiungere le chiome in quota), se non si effettua una verifica specifica, i nidi possono passare inosservati: l’operatore vede la chioma, taglia, passa al prossimo albero.
E qui sta il punto: quando un albero viene capitozzato, cioè quando gli vengono asportati i rami principali fino alla struttura scheletrica, i rami esterni sono i primi a sparire. Quelli esterni sono anche quelli dove i nidi si trovano. Non c’è modo di capitozzare un albero in primavera senza rischiare di distruggere covate attive. Fisicamente non è possibile.
Abbiamo già spiegato cos’è la capitozzatura, perché è una pratica sbagliata dal punto di vista tecnico e perché i Comuni continuano a farla: lo trovi in Alberi “decapitati” in città: come fermare la capitozzatura e tutelare il verde urbano. Quello che qui aggiungiamo è la dimensione faunistica: oltre al danno all’albero, c’è un danno agli animali che ci vivevano. E quel danno ha un nome preciso nella legge.
La legge vieta di distruggere i nidi. Senza eccezioni per il verde pubblico
La Legge 157 del 1992 tutela la fauna selvatica come «patrimonio indisponibile dello Stato». L’articolo 21 vieta esplicitamente di distruggere nidi e di raccogliere o detenere uova di uccelli selvatici. La fauna selvatica non appartiene a chi la trova: appartiene alla collettività, e lo Stato la protegge. Puoi leggere il testo integrale su Normattiva.
La Direttiva Uccelli dell’Unione Europea (2009/147/CE) va nella stessa direzione: tutela tutte le specie di uccelli selvatici sul territorio europeo e vieta in modo esplicito la distruzione dei nidi e delle uova. L’Italia ha recepito questa direttiva, che è vincolante.
Non esiste nel testo della legge, né nella direttiva, un’eccezione per le operazioni di manutenzione del verde pubblico. Non c’è scritto «salvo per i Comuni». Non c’è scritto «salvo durante le potature programmate». La protezione è generale. La distruzione di nidi attivi con uova o pulli può configurare una violazione della Legge 157/1992 e, nei casi più gravi o consapevoli, una contravvenzione penale.
Il fatto che una potatura sia prevista da un appalto comunale non la rende legalmente neutra rispetto alla fauna selvatica. Questo è il punto che quasi nessuna amministrazione ha metabolizzato.
Il paradosso italiano: gli appalti non aspettano gli uccelli
Come funziona concretamente la gestione del verde urbano? I Comuni affidano le potature tramite appalti annuali o pluriennali. I contratti stabiliscono i periodi di intervento, spesso senza alcun riferimento al calendario ornitologico. Le squadre operano secondo le finestre temporali concordate. Nessuno è tenuto per contratto a verificare la presenza di nidi prima di alzare il cestello.

Il risultato è che in tutta Italia le potature comunali durante la nidificazione sono la norma, non l’eccezione: le operazioni più invasive si concentrano tra marzo e maggio, esattamente il periodo in cui il ciclo riproduttivo degli uccelli è al suo picco. Non è malafede, nella maggior parte dei casi. È semplicemente che il calendario ecologico non è mai stato integrato nella pianificazione della manutenzione urbana.
ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha pubblicato linee guida sulla pianificazione del verde urbano che considerano anche la componente faunistica. Non sono vincolanti. Non sono recepite sistematicamente. E quasi nessun Piano del Verde comunale contiene indicazioni operative sul rispetto della stagione di nidificazione.
La fauna selvatica è una competenza statale e regionale, non comunale. Il Comune che pota non è l’autorità competente a vigilare su quella stessa potatura dal punto di vista faunistico. Chi vuole segnalare un problema deve rivolgersi altrove. Capire a chi, esattamente, è già metà del lavoro.
Come verificare il calendario delle potature del tuo Comune
Prima che il problema si materializzi, prima che il cestello sia già sotto l’albero, il cittadino ha strumenti concreti per intervenire.
Il primo passo è cercare il Piano di gestione del verde urbano del proprio Comune: molti lo pubblicano online, altri lo tengono negli uffici tecnici. Quel documento dovrebbe indicare i periodi previsti per le potature e i criteri adottati. Se non è accessibile, o se non contiene informazioni sui calendari operativi, si può richiedere tramite accesso civico generalizzato (FOIA) sia il piano stesso sia gli ordini di servizio delle squadre di manutenzione. È un diritto garantito dal D.Lgs. 33/2013: non serve motivare la richiesta. Come fare questa richiesta è spiegato nel dettaglio in Come segnalare un problema al Comune (anche quando il Comune ha sbagliato).
Se il Comune stesse pianificando potature invasive in piena stagione riproduttiva, avere quella documentazione ti permette di segnalare la situazione prima che il danno avvenga. Il tempismo è tutto: una volta distrutto il nido, rimane solo la possibilità di un esposto.
Come documentare la presenza di nidi prima del taglio
Osservare la chioma di un albero nel periodo primaverile non richiede strumenti specialistici. Gli adulti che portano materiale per la costruzione, quelli che entrano ed escono ripetutamente dallo stesso punto, i movimenti agitati in risposta a rumori o passanti: sono segnali riconoscibili anche per chi non è un esperto di ornitologia.
Un nido in costruzione o già occupato può essere fotografato o filmato con un normale smartphone, anche da terra, facendo attenzione a non disturbare gli uccelli. Registra sempre la data, l’orario, l’indirizzo e il numero civico più vicino.

Una segnalazione documentata prima della potatura può portare alla sospensione dei lavori. Non è un caso teorico. Le autorità competenti possono intervenire su richiesta motivata e documentata dei cittadini, anche solo per un sopralluogo preliminare. Agire prima che il cestello arrivi è l’unica finestra utile.
A chi segnalare la distruzione dei nidi
I Carabinieri Forestali sono l’autorità di riferimento per i reati ambientali e la tutela della fauna selvatica sul territorio, con presenza capillare. La Polizia provinciale ha competenze analoghe in molte regioni. La LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) offre supporto tecnico e può raccogliere segnalazioni, indirizzando verso i canali giusti. Le Guardie Ecologiche Volontarie operano a livello locale e conoscono il territorio.
Non è necessario essere certi che un reato sia stato commesso per fare una segnalazione. È sufficiente documentare la situazione e riferire quanto osservato alle autorità competenti, lasciando a loro la valutazione tecnica e giuridica.
Cosa fare se stanno potando un albero con nidi attivi
Primo: fotografa o filma il nido dalla strada, con data e indirizzo. Secondo: contatta immediatamente i Carabinieri Forestali o la Polizia provinciale, anche solo per via telefonica, descrivendo la situazione in corso. Terzo: chiedi per iscritto la sospensione temporanea dei lavori, allegando la documentazione raccolta. Quarto: segnala alla LIPU per supporto tecnico e follow-up. Agire prima che il taglio avvenga è decisivo. Dopo, rimane solo l’esposto.
Proteggere i nidi significa applicare la legge, non fare birdwatching
La biodiversità urbana non è un tema da riviste di natura. È una questione di coerenza normativa. L’Italia ha firmato la Direttiva Uccelli, ha una legge sulla fauna selvatica, ha recepito impegni europei sulla protezione delle specie. E ogni primavera, in centinaia di Comuni, quei nidi vengono distrutti nel silenzio degli appalti di manutenzione. Non perché la legge non esista. Ma perché nessuno controlla se viene rispettata.
Un albero urbano non è una struttura vegetale da sagomare secondo le necessità estetiche del momento. È un ecosistema. Quando viene capitozzato in aprile, non perde solo i rami: perde anche le famiglie di uccelli che ci vivevano, le covate che non si schiuderanno, i pulli che non diventeranno adulti. Non è una metafora naturalistica. È quello che la legge chiama «patrimonio indisponibile dello Stato».
Chiedi il calendario delle potature. Documenta i nidi che vedi. Segnala. Non perché sei appassionato di uccelli, ma perché la legge esiste e qualcuno deve farla rispettare.
Domande frequenti
Distruggere un nido durante una potatura è sempre illegale?
Distruggere un nido attivo di uccelli selvatici è vietato dalla Legge 157/1992 e dalla Direttiva Uccelli UE, indipendentemente da chi lo fa. Un appalto comunale di manutenzione del verde non costituisce un’esimente. Se la potatura avviene durante la stagione riproduttiva e distrugge nidi con uova o pulli, si configura una violazione di legge, salvo deroghe specifiche autorizzate dalle autorità competenti (art. 9 Direttiva Uccelli), che nella pratica della manutenzione urbana ordinaria non si applicano. La valutazione specifica spetta alle autorità competenti (Carabinieri Forestali, Polizia provinciale).
In che periodo è vietato potare gli alberi per tutelare i nidi?
Non esiste un divieto temporale assoluto stabilito dalla legge, ma la stagione di nidificazione dei passeriformi va indicativamente da marzo a luglio. In questo arco di tempo il rischio di distruggere nidi attivi è massimo. Le buone pratiche arboristiche raccomandano di concentrare le potature più invasive nel periodo autunno-inverno, tra ottobre e febbraio, proprio per evitare interferenze con il ciclo riproduttivo degli uccelli.
Come posso sapere quando il mio Comune ha programmato le potature?
Puoi richiedere il Piano di gestione del verde urbano e il calendario operativo delle potature tramite accesso civico generalizzato (FOIA), ai sensi del D.Lgs. 33/2013. Non devi motivare la richiesta. Trovi le istruzioni pratiche in Come segnalare un problema al Comune (anche quando il Comune ha sbagliato).
A chi devo segnalare la presenza di nidi prima di una potatura?
Puoi segnalare ai Carabinieri Forestali (la scelta più efficace per una sospensione rapida dei lavori), alla Polizia provinciale, oppure alla LIPU che può supportarti nel processo. Documenta sempre con foto e video datati prima di contattare le autorità.
Cosa succede se il Comune ha già distrutto i nidi?
Se la distruzione è già avvenuta, puoi presentare un esposto ai Carabinieri Forestali o alla Procura della Repubblica. Raccolta delle prove, testimonianze e documentazione fotografica aumentano la solidità della segnalazione. La LIPU può assisterti anche in questa fase.
La capitozzatura è vietata dalla legge?
La capitozzatura non è vietata in senso assoluto, ma viola spesso le norme tecniche di corretta gestione arboricola e, se eseguita durante la stagione di nidificazione, può violare la Legge 157/1992 sulla fauna selvatica. Molti Comuni la vietano o la limitano nei propri Regolamenti del verde. Approfondisci in Alberi “decapitati” in città: come fermare la capitozzatura e tutelare il verde urbano.
Il cittadino può davvero fermare una potatura in corso con una segnalazione?
Sì, in alcuni casi. Se la segnalazione ai Carabinieri Forestali arriva mentre la potatura è ancora in corso e c’è evidenza di nidi attivi, le autorità possono intervenire per sospendere i lavori in via cautelare. Non è una certezza automatica, ma è accaduto. Per questo il tempismo è decisivo: bisogna agire prima del taglio, non dopo.
Approfondimenti Eywa
https://eywadivulgazione.it/capitozzatura-alberi-citta/
Eywa Divulgazione, gennaio 2026. Alberi “decapitati” in città: come fermare la capitozzatura e tutelare il verde urbano. Il riferimento principale di Eywa sulla capitozzatura: cos’è tecnicamente, perché indebolisce l’albero, come riconoscerla e quali strumenti normativi e amministrativi ha il cittadino per contrastarla.
https://eywadivulgazione.it/abbattimento-alberi-comune-atti-perizie-diritti/
Eywa Divulgazione, febbraio 2026. Abbattimento di alberi comunali: normativa, perizie e diritti dei cittadini. Utile per capire quali documenti tecnici deve produrre il Comune prima di qualsiasi intervento sugli alberi pubblici e come richiederli con accesso civico.
https://eywadivulgazione.it/segnalare-problema-comune-accesso-atti-foia/
Eywa Divulgazione, marzo 2026. Come segnalare un problema al Comune (anche quando il Comune ha sbagliato). Guida operativa per trasformare una segnalazione informale in atto amministrativo formale con effetti giuridici: indispensabile per chi vuole richiedere il calendario delle potature o segnalare la presenza di nidi.
https://eywadivulgazione.it/segnalare-problema-verde-urbano-guida-pratica/
Eywa Divulgazione, febbraio 2026. Segnalare un problema al verde urbano: chi chiamare, quando e come farlo nel modo giusto. Mappa delle competenze istituzionali sul verde urbano: chi fa cosa, a chi rivolgersi per le diverse tipologie di problema e come documentare in modo efficace.
https://eywadivulgazione.it/perche-nelle-citta-italiane-tagliano-gli-alberi/
Eywa Divulgazione, novembre 2025. Perché nelle città tagliano gli alberi (e come possiamo evitarlo davvero). Analisi delle ragioni strutturali per cui i Comuni abbattono e potano in modo drastico: appalti al ribasso, assenza di competenze ecologiche interne, pressioni politiche. Il contesto sistemico che spiega perché il problema della nidificazione non viene affrontato.
https://eywadivulgazione.it/alberi-cantieri-urbani-tutela-aggirata/
Eywa Divulgazione, febbraio 2026. Alberi nei cantieri urbani: quando la tutela esiste ma viene sistematicamente aggirata. Mostra come le prescrizioni di tutela del verde vengano eluse nella pratica dei cantieri: un meccanismo analogo a quello che porta a ignorare la fauna durante le potature primaverili.
Fonti esterne
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-02-11;157
Parlamento italiano, 1992. Legge 157/1992 – Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. Fonte primaria: l’art. 21 comma 1 lettera o) vieta esplicitamente di distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova e di disturbare gli uccelli durante il periodo riproduttivo.
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33
Presidenza del Consiglio dei Ministri, 2013. D.Lgs. 33/2013 – Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Base normativa dell’accesso civico generalizzato (FOIA): consente a chiunque di richiedere calendari di potatura, contratti di appalto e atti tecnici comunali senza dover motivare la richiesta.
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147
Parlamento europeo e Consiglio UE, 2009. Direttiva 2009/147/CE concernente la conservazione degli uccelli selvatici (Direttiva Uccelli). Fonte del diritto europeo vincolante: l’art. 5 vieta la distruzione deliberata dei nidi e delle uova per tutte le specie di uccelli selvatici sul territorio dell’Unione. L’art. 9 disciplina le rare deroghe autorizzate, non applicabili alla manutenzione ordinaria del verde urbano.
https://www.isprambiente.gov.it/it/temi/biodiversita/biodiversita-in-italia/biodiversita-urbana
ISPRA, 2024. Biodiversità urbana: stato, pressioni e monitoraggio nelle città italiane. Dati sul ruolo degli alberi urbani come habitat per la fauna selvatica: documenta la presenza di specie nidificanti nelle aree urbane italiane e le pressioni a cui sono sottoposte, inclusa la gestione del verde.
https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/manuali-lineeguida/mlg-176-2017.pdf
ISPRA, 2024. I Piani comunali del verde: strumenti per riportare la natura nella nostra vita? Quaderno Ambiente e Società 33/2024. Analisi dei piani comunali del verde di dieci città italiane: documenta l’assenza sistematica di indicazioni operative sul calendario ecologico e sulla fauna selvatica negli strumenti di pianificazione arborea comunale, confermando il ritardo strutturale denunciato nell’articolo.
https://www.lipu.it/cosa-facciamo/proteggiamo-uccelli/recupero-fauna
LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli, 2024. Recupero della fauna selvatica: centri, segnalazioni e supporto ai cittadini. Punto di accesso per segnalare uccelli selvatici in difficoltà e richiedere supporto tecnico; la LIPU collabora con le autorità di vigilanza faunistica sul territorio.

