HomeArticoliTutta la verità sulle scie chimiche e perché fanno male al clima

Tutta la verità sulle scie chimiche e perché fanno male al clima

Mattina limpida. Una riga bianca attraversa il cielo e non se ne va. Poi un’altra, di traverso. Verso mezzogiorno il cielo è a quadretti, e le righe si sono allargate in un velo lattiginoso. Qualcuno fotografa, pubblica, scrive: ci irrorano.

Quella foto dice una cosa vera. Sbaglia solo la parola.

Le righe non sono veleno. Sono ghiaccio. E quel ghiaccio, quando resta in cielo, scalda il pianeta.

Cosa c’è dentro la riga bianca, e cosa no

Un motore a reazione butta fuori aria calda e umida a una quota dove fuori ci sono decine di gradi sotto zero. Il vapore acqueo si condensa sulle particelle uscite dallo scarico e gela all’istante. Nascono cristalli di ghiaccio. La scia di condensazione (in inglese contrail) è questa [fonte: Kärcher, Nature Communications, 2018].

Se l’aria lassù è secca, il ghiaccio evapora in pochi secondi. Se invece è sovrasatura rispetto al ghiaccio, cioè contiene più vapore di quanto ne basti per formarlo, la scia resta. Si allarga. Diventa un cirro, la nube alta e sfilacciata fatta di cristalli, e può durare ore [fonte: Kärcher, 2018; FAA, Contrails].

Per questo due aerei alla stessa ora possono lasciare due scie diverse. Uno una riga lunga, l’altro niente. Non è un indizio. È l’umidità, che cambia da una quota all’altra e da un chilometro all’altro [fonte: FAA, Contrails; Met Office, Contrails or condensation trails].

Dal motore escono anche altre cose, e sono reali: anidride carbonica, ossidi di azoto (NOₓ), che in quota modificano ozono e metano e nel complesso scaldano, e particolato [fonte: Lee e altri, Atmospheric Environment, 2021]. Gli aerei inquinano davvero. Sta scritto negli inventari scientifici, con cifre e margini di errore.

Il complotto sbagliato, il danno vero

Nel 2016 un gruppo di ricercatori ha interpellato 77 esperti: chimici dell’atmosfera che studiano le scie e geochimici che studiano come polveri e inquinanti ricadono al suolo. La domanda riguardava le prove di un presunto programma segreto di irrorazione su larga scala. In 76 hanno detto di non averne mai incontrate [fonte: Shearer e altri, Environmental Research Letters, 2016]. Secondo gli autori, i dati portati come prova si spiegano con la fisica e la chimica già note delle scie e degli aerosol. Il loro scopo dichiarato non era convincere chi è già convinto: era dare alla discussione pubblica una base verificabile [fonte: Carnegie Science, scheda dello studio].

In Italia se n’è occupata l’agenzia ambientale del Friuli Venezia Giulia, con una relazione tecnica dell’aprile 2023. L’ARPA spiega che con il termine chemtrail si indicano in genere le scie che persistono a lungo o si allargano in velature, e che le osservazioni raccolte nella regione si spiegano con i normali meccanismi dell’atmosfera. Sull’aria che respiriamo, l’agenzia ritiene trascurabili gli effetti inquinanti delle scie in Friuli Venezia Giulia, salvo, in linea di principio, la zona dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari [fonte: ARPA FVG, relazione sulle scie di condensazione, 2023].

C’è poi un fatto che va detto, perché è vero: l’inseminazione delle nubi esiste. Si disperdono particelle dentro le nuvole per provare a far piovere o nevicare. È una pratica reale, dichiarata e circoscritta, e l’Organizzazione meteorologica mondiale la descrive con i suoi limiti [fonte: WMO, Statement on Weather Modification, 2025]. È un’altra cosa rispetto alle scie degli aerei di linea [fonte: EPA, Information on Contrails from Aircraft, 2026].

Chi guarda il cielo e si preoccupa ha ragione a guardarlo. Il problema lassù c’è. Non è segreto: è pubblicato.

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