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Una petroliera russa si spacca in mare dentro un'a Una petroliera russa si spacca in mare dentro un'area protetta.Oltre 1.500 navi restano bloccate da mesi, accumulando sugli scafi organismi marini che rischiano di diventare un problema globale quando il traffico riprenderà.
C’è una legge che obbliga i data center a dirti qu C’è una legge che obbliga i data center a dirti quanta acqua consumano. Non dice dove.Partiamo da come nasce l’equivoco. Quando ti presentano un impianto e ti dicono «circuito chiuso, consumo idrico praticamente nullo», non ti stanno mentendo: ti stanno descrivendo un pezzo solo. I circuiti sono due. Quello che raccoglie il calore dai server può girare chiuso all’infinito, ma quel calore poi va buttato fuori, e lì l’acqua o evapora o non evapora.La prova arriva da chi quella formula l’ha inventata. Mount Pleasant, l’impianto pilota del progetto «zero acqua» di Microsoft: oltre il 90% su circuito chiuso, il resto ad aria, con passaggio all’acqua nei giorni più caldi. Cioè quando l’acqua serve a tutti gli altri.E adesso la parte che riguarda te. In Italia ogni data center sopra i 500 kW deve rendere pubblici i propri numeri, aggiornati entro il 15 maggio di ogni anno. La legge c’è dal 2024. Solo che non dice dove pubblicarli: nessun portale, nessun decreto attuativo, nessuna sanzione. Un obbligo senza indirizzo.Però quei dati esistono, e qualcuno li ha. Il gestore dell’acqua li misura, il Comune li ha negli atti, l’agenzia ambientale li controlla. E a loro, per legge, si può chiedere: hanno trenta giorni per rispondere, il rifiuto va motivato per iscritto, e sulle emissioni il segreto commerciale non si può opporre.Abbiamo scritto il modello. È già pronto, con i riferimenti di legge, i termini e i rimedi dentro. Tu ci metti il nome dell’impianto e la firma.Scrivi MODELLO nei commenti e te lo mandiamo in DM.
Oppure trovi tutto su eywadivulgazione.it, link in bio.
Le decisioni si prendono ad agosto, quando non gua Le decisioni si prendono ad agosto, quando non guardi.La legge italiana sui data center esiste. La Camera l’ha approvata all’unanimità [Camera, C.2152]. Poi è passata al Senato e le è stata assegnata una commissione il 4 marzo [Senato, scheda S.1821]. Da allora l’esame non è mai partito. Il fascicolo è fermo; i progetti sul territorio no.Qui però c’è una cosa da capire, perché cambia tutto. È una legge delega. Il Parlamento scrive i criteri, poi il Governo ha sei mesi per scrivere i decreti veri [Radiocor, 24 febbraio 2026]. Tradotto: se acqua, calore e dati pubblici non entrano nei criteri adesso, dopo non li aggiunge più nessuno. Non è un testo che si corregge in seguito.E non serve stare in commissione per proporli. Serve una cosa sola: arrivare a un parlamentare del tuo territorio con i criteri già scritti, prima che riaprano i lavori a settembre. Dopo si rincorre, e rincorrere non ha mai ottenuto niente.Nel manuale civico trovi il pacchetto di criteri pronto da inviare e la lettera con cui consegnarlo. Sono due file, si compilano in mezz’ora.Scrivi DELEGA in DM e ti arriva il link. Il manuale completo è anche nel sito in bio.
Tre leonesse morte in cinque giorni in uno zoo di Tre leonesse morte in cinque giorni in uno zoo di Tokyo. Il parco indica il caldo fra i fattori, le cause sono ufficialmente in accertamento.Poi c’è il dettaglio che ribalta la storia. Sei giorni prima dell’ultima morte il parco aveva scritto che ogni anno, in previsione dell’estate, garantisce zone d’ombra e ventilazione. Non è la storia di uno zoo che al caldo non aveva pensato: è la storia di uno zoo che ci aveva pensato. E allora la domanda diventa un’altra. Quelle misure erano scritte da qualche parte? Con quale soglia scattavano? Chi controllava che scattassero?In Italia una regola c’è, ed è scritta nero su bianco: temperatura, ventilazione e ripari dal sole idonei a ogni specie, in qualsiasi momento della sua vita. Chi la viola rischia da 1.500 a 9.000 euro. Quello che non si trova pubblicato da nessuna parte è se qualcuno abbia mai controllato.Puoi chiederlo tu, per lo zoo vicino a casa tua. Nell’articolo ci sono due modelli già scritti e compilabili: uno per il Ministero, uno per la ASL e per la struttura. Dieci minuti per riempirli, trenta giorni perché ti rispondano. Sono sul sito, gratis.Tu lo sai se lo zoo della tua città è stato controllato quest’anno?
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