- mercoledì 28 Gennaio 2026
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Dispersione idrica: quanta acqua si perde nel tuo Comune e dove trovare il dato

Dove trovare il dato delle perdite idriche: gestore, ATO ed ARERA (in 20 minuti)

Perché la dispersione idrica non è “clima”

Piove. Eppure l’acqua manca. O costa sempre di più. E mentre ci ripetono che è colpa del clima, c’è una cosa molto più semplice da guardare: quanta acqua si perde prima ancora che arrivi ai rubinetti. Si chiama dispersione idrica: acqua già captata, già resa potabile, già messa in rete (e quindi già pagata in bolletta), che finisce nel terreno perché le tubature sono vecchie o mal tenute. Non è un destino inevitabile scritto nelle stelle: è il risultato di scelte politiche, investimenti rimandati, manutenzioni mai fatte. Ed è misurabile.
La domanda allora diventa semplice: se è misurabile, dov’è il dato? E se il dato non è facilmente reperibile, perché?

Il punto: serve un numero, non un’opinione

Per scoprire i numeri della dispersione idrica sul nostro territorio non è necessario essere degli esperti. Basta saper recuperare un semplice dato, e un dato è un appiglio per chiedere conto, quando un sistema ha delle falle.

Dove trovare il dato della dispersione idrica

Il gestore del servizio idrico

Primo passaggio: chi è il gestore del servizio idrico. È l’azienda o ente che gestisce l’acquedotto, la fognatura e la depurazione. Il nome è sulla bolletta dell’acqua, oppure si trova cercando “gestore servizio idrico integrato” e il nome del proprio Comune. Una volta trovato quello, si va sul sito e si cercano delle parole chiave molto pratiche: “perdite idriche”, “dispersione”, “stato della rete”, “qualità del servizio”, “investimenti”.
Se il sito è fatto bene, quel dato compare in una relazione annuale o in una sezione trasparenza. Se è fatto male, il dato è sepolto in un PDF oscuro. Se non c’è proprio, è già un’informazione: il dato non è reso accessibile in modo chiaro, o non è considerato una priorità comunicarlo.

L’Autorità d’Ambito (ATO / Ente di Governo d’Ambito)

Secondo passaggio: l’Autorità d’Ambito In Italia il servizio idrico è organizzato per Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), che sono gestiti da enti chiamati “Autorità d’Ambito” o “Enti di Governo d’Ambito”. Sono questi gli enti che programmano gli interventi e approvano i piani del gestore. Sul sito dell’ATO si cercano due cose: il Piano d’Ambito e il Programma degli Interventi. Non serve leggerli per intero: basta verificare se sono indicati i numeri sulla dispersione, le scadenze sugli investimenti per le reti, tutti indicatori concreti. Se invece ci sono solo dichiarazioni generiche senza cifre né date, anche questo è un elemento di cui tenere conto.

ARERA

Terzo passaggio: ARERA
L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente raccoglie i dati nazionali sul servizio idrico e pubblica report e indicatori di confronto. Senza stare a perdersi nei documenti, basta tenere presente che esiste un livello dove i dati dovrebbero essere tracciati, confrontati e resi pubblici. Se il gestore e l’ATO sono opachi, ARERA diventa il riferimento per capire se il proprio territorio è fuori standard o sta solo tenendo tutto lontano dagli occhi.

Cosa fare oggi, concretamente

Venti minuti. Recupera questo numero. Se lo trovi, lo salvi. Se non lo trovi subito, prendi nota di cosa manca e dove.
Perché quel numero è una leva. Se la dispersione è alta e gli investimenti non ci sono, non siamo in presenza di una fatalità climatica, ma di una gestione inadeguata. Se la dispersione non è nemmeno dichiarata in modo chiaro, non è una dimenticanza: è mancanza di trasparenza su un bene comune. E quando un servizio pubblico non si fa leggere, la cittadinanza ha un compito ben preciso: pretendere i dati, verificare gli impegni, per ottenere risposte.

Il passo successivo

Su Eywa trovi un dossier che mette in fila il quadro completo (leggi qui): reti colabrodo, investimenti rimandati, agricoltura intensiva che prosciuga e contamina, falde compromesse. Il passo successivo riguarda la vita reale: cosa esce dal rubinetto, quando la qualità tiene e quando no, come decidere con criterio se filtrare. Nei prossimi giorni pubblichiamo uno strumento pratico per fare questa verifica.

Da qui si parte

Da qui si parte: trovare il numero delle perdite idriche. Se non lo trovi, è già una notizia. Da lì si comincia a costruire pressione, con i documenti alla mano. Perché l’acqua pubblica si difende, non si dichiara.

Bibliografia essenziale Eywa (con dossier Eywa come 1° voce)

1) Eywa — “Acqua di rubinetto in Italia: più sicura dell’acqua in bottiglia (e perché non ci crediamo)”
https://eywadivulgazione.it/acqua-rubinetto-piu-sicura-bottiglia-italia/
Collegamento al quadro generale Eywa: controlli, percezione vs realtà, perché “rubinetto vs bottiglia” non è solo gusto ma sistema (e dove si annida il vero problema delle reti).

2) ARERA — Qualità tecnica del servizio idrico integrato (QTSII): indicatori, documenti collegati
https://www.arera.it/dati-e-statistiche/dettaglio/qtsii
Pagina ufficiale ARERA da cui partire per capire che i dati esistono e quali sono gli indicatori (macro-indicatore M1 “Perdite idriche”).

3) ARERA — Deliberazione 917/2017/R/idr (RQTI: regolazione della qualità tecnica del SII)
https://www.arera.it/fileadmin/allegati/docs/17/917-17.pdf
Atto regolatorio che istituisce la RQTI e la cornice “misurabile” della qualità tecnica (non narrativa: standard, obiettivi, meccanismi).

4) ARERA — Scheda tecnica RQTI (spiega macro-indicatori, incluso M1 “Perdite idriche”)
https://www.arera.it/schede-tecniche/dettaglio/it/schedetecniche/17/917-17st
Sintesi chiara e citabile: a cosa serve la regolazione e quali macro-indicatori vengono monitorati (utile per orientare il lettore senza farlo sprofondare nei PDF).

5) ISTAT — Comunicato “Le statistiche dell’Istat sull’acqua – Anni 2020–2023” (perdite in rete, contesto nazionale)
https://www.istat.it/comunicato-stampa/le-statistiche-dellistat-sullacqua-anni-2020-2023/
Fonte ufficiale per dare contesto: perdite ancora elevate e cosa significa in termini di volumi/servizio.

6) ISTAT — Report PDF “Le statistiche sull’acqua – Anni 2020–2024”
https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/03/Report-Statistiche-sullacqua_Anni-2020-2024.pdf
Documento completo per dati, definizioni e serie: utile se nel testo vuoi mettere numeri “inattaccabili” e note metodologiche.

Alice Salvatore
Alice Salvatore
Alice Salvatore, è una politica “scollocata”, il concetto di scollocamento è un atto di volontaria autodeterminazione. Significa abbandonare un lavoro sicuro e redditizio, per seguire le proprie aspirazioni e rimanere coerente e fedele al proprio spirito. Alice Salvatore si è dunque scollocata, rinunciando a posti di prestigio, profumatamente remunerati, per non piegare il capo a logiche contrarie al suo senso etico e alla sua coerenza. Con spirito indomito, Alice continua a fare divulgazione responsabile, con un consistente bagaglio esperienziale nel campo della politica, dell’ambiente, della salute, della società e dell’urbanistica. La nostra società sta cambiando, e, o cambia nella direzione giusta o la cultura occidentale arriverà presto al TIME OUT. Alice è linguista, specializzata in inglese e francese, ha fatto un PhD in Letterature comparate Euro-americane, e macina politica ed etica come respira.
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